A me che mi ascolta?

Sono un operatore telefonico inbound, o meglio faccio l’operatore telefonico in una azienda romana, operante nel settore dell’outsourcing di servizi di Contact Center.

Bello eh? In realtà rispondo al telefono ad una serie di clienti più o meno scortesi, che cercano in me aiuto ponendomi domande sul prodotto da loro acquistato.

Io li aiuto seguendo uno schema sul computer che segue il percorso delle loro domande.

“Buongiorno sono Davide in cosa posso esserle utile?”
“A senta quando accendo il dispositivo questo fa un rumore strano e non funziona che posso fare?”

“Buongiorno sono Davide in cosa posso esserle utile?”
“…ma l’applicatore compreso nella scatola va inserito prima del montante C? Non entra…”

se ci fosse più comunicazione tra noi colleghi, responsabili, più coinvolgimento

Molte volte penso, ma a me che mi ascolta?

Alla fine del turno chiudo tutto e me ne vado con un senso…non proprio di malessere, ma di inutilità.

Certo a fine mese lo stipendio lo prendo, ma le domande che porrei alla mia azienda, se potessi telefonare io, sarebbero: questo dispositivo che storia ha alle spalle? Chi sono le persone che lo hanno costruito? Perché lo hanno fatto così?

Teléfono descompuesto, Illan Brenman, Renato Moriconi

Teléfono descompuesto, Illan Brenman, Renato Moriconi, Fondo de cultura economico, Brasile

Forse se ci fosse più comunicazione tra noi colleghi, responsabili, più coinvolgimento, potrei realmente essere motivato ad aiutare le persone ad “affezionarsi” al prodotto che hanno comprato e a “capirlo” meglio, di conseguenza io mi sentirei più utile e le telefonate sarebbero meno…impersonali di come sono ora. Ah tra l’altro, alla fine della telefonata devo anche cercare di vendere un accessorio che ho finito di detestare.

Se ci fossero più momenti di ascolto da parte dei miei superiori, potrebbero capire chi di noi operatori è più portato nel trattare gli aspetti tecnici della cosa e chi più quelli discorsivi, relazionali, di utilizzo.

Un amico che lavora in una azienda simile a quella dove opero io racconta che li fanno…lui lo chiama Training. Come li racconta sembrano dei momenti di gioco in cui si divertono tutti insieme, si conoscono meglio e sono…soddisfatti.

Questo ve lo dico in confidenza, ho inviato il mio cv in questa azienda e ho le dita incrociate…sssshhh.

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