Da loro dipende il successo o il fallimento di qualunque nuovo negozio. Sono i retail developer, fra le figure più richieste oggi dalla grande distribuzione. Perché: «Aiutano le aziende a capire dove, quando e come espandersi» racconta a Panorama Economy Antonella Salvatore, docente universitaria presso la John Cabot American University di Roma e alla guida della neonata divisione Retail consulting di Cornerstone Italia. «Si trattadi una figura cruciale perché è lui il principale responsabile del successo o dell’insuccesso di una nuova attività. Ma è anche un esperto urbanista, capace di districarsi nella giungla delle autorizzazioni, evitando gli ostacoli insidiosi della burocrazia». Il candidato ideale conosce il mercato immobiliare, i piani di governo territoriale e le tendenze del mercato e ha una forte capacità di prendere decisioni, a qualsiasi livello della scala gerarchica. Rispetto al passato, l’urbanista aziendale è meno un burocrate e più un top manager e nel retail può puntare ai più alti livelli dirigenziali, soprattutto ora che i negozi stanno ricominciando a investire e a espandersi. La conferma viene anche dagli headhunter. «Le posizioni aperte sono molte» dice il presidente di Key2People Francesco Benvenuti «spesso si parla di una poltrona nel board dell’azienda, con una busta paga che facilmente arriva ai 200 mila euro». Chi li cerca? «Sono in crescita i nuovi mondi del retail» conclude Antonella Salvatore «come quelli legati al fitness, al benessere e alla cura personale, tra spa, palestre e catene di profumerie. Ma fra i big ci sono sempre E l’elettronica e il food».
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