La vita di Giovanni Perri, amministratore delegato di Cornerstone International Group Italia
Ho preferito la psicologia, ma la passione per la musica è rimasta. Il tempo libero lo trascorro in famiglia.
Da piccolo mi immaginavo come una grande stella del rock. Poi però ho preferito dedicarmi alla psicologia». Giovanni Perri è uno dei massimi esperti di risorse umane in Italia: oggi è alla guida della sezione italiana di Cornerstone International Group, network internazionale che si occupa, da circa 50 anni, di executive search, recruiting e consulting. «Tutto è nato dalla scelta dell’università dopo gli studi liceali», spiega Perri.«Decisi di iscrivermi alla facoltà di psicologia dell’Università di Roma La Sapienza, perché altro non mi interessava. Iniziai con la psicologia clinica. Dopo la laurea mi capitò di andare a lavorare con un’equipe socio-psicopedagogica, che andava nelle scuole per dare assistenza agli studenti. Poco dopo venni contattato da due grandi gruppi come Alitalia ed Eni. Questo perché mio padre, a mia insaputa, aveva spedito dei curricula in giro». Capitò così che, a un colloquio con Alitalia, fatto in maniera quasi disinteressata, gli proposero di lavorare per loro perché avevano necessità di uno psicologo. «Così dal 1978 al 1984 mi sono occupato del servizio di selezione del personale di Alitalia, con responsabilità crescenti. Applicavo tecniche innovative per l’epoca. Ci ho messo quattro anni per adattarmi alla vita aziendale. Mi sembrava cinico dover decidere chi doveva entrare a lavorare e chi no». A metà anni 80 passa al gruppo Fideuram per organizzare la divisione risorse umane «che non c’era ancora. Sono stato con loro fino al 1989, anno in cui decisi di rimettermi in gioco. Scelsi la strada della consulenza e iniziai a collaborare con Athena, che si occupava di selezione e di formazione. Non immaginavo di essere anche uomo d’aula. Mi sono divertito tantissimo». Nel 1994 entra in Boyden International di Roma. «Accettai la proposta di questa società specializzata nell’head hunting, che con il tempo ho anche rilevato, con il mio socio e amico Giuseppe Campellone», racconta Perri. «Creammo anche Boyden Institute, specializzata nella valutazione, analisi e formazione del personale». Nei primi mesi del 2009, una nuova sfida: l’abbandono del network Boyden «di cui non condividevamo più le strategie», tanto che il marchio oggi non è più presente in Italia, e l’approdo, con Campellone e tutto il team di professionisti, a Cornerstone, gruppo internazionale che non aveva ancora una presenza in Italia. «Abbiamo accolto con entusiasmo la sfida che Cornerstone ci ha proposto», prosegue Perri, «poiché per noi lavorare con loro significa avvalerci del supporto e del sostegno di un network internazionale particolarmente esteso». Ama molto il suo lavoro, ma anche il tempo libero ha la sua importanza. In genere due volte alla settimana va in palestra vicino casa, all’interno dell’hotel Hilton. Il resto nato a del tempo libero lo dedica alla famiglia e ai suoi due cani. «Ho due figli», aggiunge, «il più grande, Gianmaria, ha scelto di il studiare psicologia del lavoro e spero che si realizzi professionalmente secondo i suoi desideri, che non è detto lo portino professione a seguire la stessa professione del padre. amministratore delegato di Il più piccolo, che ha 22 anni, Roberto, Cornerstone International è a Bologna, lavora come assicuratore Group Italia e nel tempo libero fa il musicista rock, passione che ormai ho trasferito tutta su dia di lui. Nella diatriba tra Beatles e Rolling Stones stavo con i Beatles, e poi ho amato molto Pink Floyd, Emerson, Lake & Palmer, Yes e Police. A mio figlio ho regalato una chitarra Gibson Les Paul». Sul lavoro veste con eleganza. «In genere amo gli abiti di Davide Cenci e le cravatte di Marinella. Non ho vezzi. Ho solo un Tissot che mi ha regalato mia moglie Silvia». Usa il meno possibile telefono e personal computer «perché cerco di instaurare sempre una relazione diretta con le persone». Altra passione sono i viaggi. «Siccome sia io che mia moglie abbiamo lavorato in Alitalia», conclude, «siamo andati in diversi posti del mondo. Sono affezionato alla vecchia Europa e a città come Parigi, Londra, Praga e Berlino. Ultimamente ci siamo appassionati alla Provenza e alla Costa Azzurra, tanto che abbiamo preso una piccola casa a Nizza».
Pubblicato in Italiaoggi.it